lunedì 7 dicembre 2009

L'insostenibile Pedemontana

Buonasera e benvenuti

questa serata è organizzata da ImmaginaLomazzo, per cui facciamo gli onori di casa, e dalla rete "insieme per un futuro più sostenibile", rete di associazioni dei territori attraversati dalla pedemontana.
Presento i nostri ospiti:
Arch Paolo Conte del Politecnico di Milano portavoce della rete,
Damiano di Simine, presidente Legambiente Lombardia e nostro vecchio amico,
poi avremo anche degli interventi artistici a sorpresa.

Questa è la tappa di Lomazzo del Road Shock che vuole rispondere al famoso Road Show organizzato da pedemontana per far conoscere il progetto agli abitanti dei territori interessati dal passaggio dell’autostrada.

Ci sono già state quattro tappe a Vimercate Desio Seveso e Mozzate, ed altre ce ne saranno;
lo scopo è di far conoscere meglio il tracciato, le nostre osservazioni, le criticità e specialmente a Lomazzo gli errori e i disastri che questa opera porterà.

In gennaio noi di ImmaginaLomazzo siamo stati i primi a sollevare in paese il problema con una serata insieme agli amici della rete, per fare luce sul progetto che a Lomazzo allora (ma anche a tutt’oggi) rimaneva un’opera sconosciuta ai più.

A Lomazzo si interconnetterà la pedemontana con la A9, si costruiranno gli svincoli per connettere le due autostrade e le vasche di laminazione per lo scolo delle acque dalle carreggiate di entrambe le autostrade, più tutte le opere di cantierizzazione (si parla di tagliare migliaia di alberi solo per far passare i mezzi pesanti).

Localizzare nel bosco della Moronera queste opere ci è sembrato sin da subito un grosso errore, tenete presente che il bosco avrà già dovuto subire i lavori per la terza corsia della A9.

Inoltre la pedemontana taglierà anche fisicamente la frazione Manera da Lomazzo, speriamo non aumentando un senso di estraneità che purtroppo già esiste; infine passerà sopra il torrente Lura con un ponte, attraversandone anche i boschi.
Quindi Lomazzo paga come impatto ambientale e sociale un conto molto elevato al passaggio della pedemontana, che è stato considerato il peggiore secondo solo a Mozzate: specialmente il passaggio nella Moronera da sempre è stato considerato uno dei maggiori errori nella progettazione di tutta la tratta.
Per usare un’immagine che rende bene sarà come se un meteorite si abbattesse sul bosco della Moronera, creando una voragine che distruggerà almeno 40 ettari di alberi e l’unitarietà del bosco

Non ci sono compensazioni che tengano a fronte della distruzione di un bosco di 100 ettari, più o meno come 100 campi di calcio, un ecosistema vecchio almeno 70/80 anni che è il più vasto bosco della bassa comasca, molto più grande in estensione dei boschi del parco del Lura. Si dice 100 robinie, non è così ci sono decine e decine di grandi querce e altri alberi e non solo robinie, e comunque è l’insieme che sarà distrutto nella sua unitarietà, l’ecosistema che da rifugio a molti animali e che produce gran parte dell’ossigeno che respiriamo e che ci serve per vivere, TUTTI e non solo chi ci vive vicino.
Eliminiamo un polmone verde, tra gli ultimi rimasti, per far posto ad una strada che NON RISOLVERA’ i problemi del traffico, ma AUMENTERA’ l’inquinamento di tutti i tipi e PEGGIORERA’ la qualità della nostra vita, e di quella delle generazioni future.

Non vogliamo essere compensati per averlo subito,
NON VOGLIAMO IL DANNO.
Quindi noi diciamo NO all’inevitabilità del danno perchè questo danno ambientale era evitabile e non lo si è voluto evitare.

Qui ci spiegano i tecnici di pedemontana che la scelta è stata politica, ma quando i politici che l’hanno presa ne renderanno conto ai loro elettori? Quando sarà troppo tardi.
I cittadini subiranno le conseguenze di scelte sbagliate e forzate senza esserne stati interpellati, nè tantomeno informati.
Si è visto in questo caso una cosa tipicamente italiana, unire nella stessa persona chi doveva controllare e mettere d’accordo i comuni (provincia di Como) chi era controllato (membro del CDA di pedemontana) chi era parte in causa (sindaco di Turate) in un conflitto di interessi che purtroppo non scandalizza più nessuno.

Noi di ImmaginaLomazzo vogliamo dire forte che siamo contrari alla pedemontana. Abbiamo saputo di progetti alternativi di impatto molto inferiore accantonati (il progetto del prof. Ferraresi del Politecnico prevedeva di collegare con brevi tratti le linee esistenti per far defluire meglio il traffico su più direttive). Se veramente risolvesse i problemi (che peraltro ci sono) non si parlerebbe di pedemontana bis, (quella vera), sotto i monti che colleghi Varese e Como a Bergamo, nè si parlerebbe di provinciali accessorie da costruire oltre alla pedemontana.
Per risolvere i problemi del traffico bisogna levare macchine dalle strade e non fare più strade perchè fare più strade vuol dire far affluire più macchine.

Quello che noi temiamo è che i territori della Moronera e i terrreni adiacenti dopo che sarà costruita la pedemontana e ci passeranno 60000 macchine al giorno, perderanno pregio e valore, saranno abbandonati dagli agricoltori e saranno destinati ad attività industriali. Così ci troveremo tra 5, 10 o 20 anni ad avere una bella zona piena di capannoni e magari qualche bel centro commerciale al posto dell’ultimo polmone verde della bassa comasca.

Quello che chiediamo è scritto nelle osservazioni che abbiamo inoltrato anche al CIPE

che NON SI FACCIA l'autostrada soprattutto non si faccia passare dalla Moronera.

Successivamente, ma solo in subordine:
1- incorporare la Moronera nel PLIS del Lura (perchè non lo si è voluto fare in passato? sarebbe stato magari un pò più difficile scegliere questo bosco se fosse stato un pò più protetto in un PLIS?)
2- monitorare che non venga tagliato un albero di troppo da parte delle guardie ecologiche e in subordine che vengano incaricate guardie ecologiche di altri comprensori per controllare
3- prevedere nei PGT di NON urbanizzare le aree adiacenti
4- prevedere che le compensazioni vengano effettivamente fatte (non soldi in cambio) e che siano il primo pezzo della progettazione del parco agro forestale da progettare con la direzione generale agricoltura e foreste per dare una speranza agli agricoltori con la manutenzione delle aree
5- che l’interconnessione sia in sopraelevato e SU PILONI anzichè su massicciata
per distruggere 2,5 volte in meno di bosco
6- che si pretenda che le quote risparmiate siano usate per i progetti di cui sopra
7- che si studi un piano di panneli fotovoltaici sulle barriere di mitigazione per attutire l’impatto ambientale con una produzione di energia alternativa come avviene in altri paesi
8- che si armonizzi l’intervento con quello per la terza corsia della A9 almeno per quanto riguarda le vasche di laminazione (che non siano raddoppiate)
9- che NON si costruiscano strade nel bosco per il passaggio dei mezzi pesanti per evitare disboscamento e che siano il pre-tracciato di future strade asfaltate nel bosco

Concludo manifestando ancora il nostro senso di frustrazione come cittadini per non essere stati informati e consultati dagli amministratori su scelte così impattanti sulla nostra vita e su quella delle generazioni che verranno dopo di noi, e auspichiamo e ci auguriamo di cuore che la recente congiuntura obblighi gli attuali politici a scegliere meglio come spendere i NOSTRI soldi destinandoli a qualcosa di maggiormente utile per la collettività.

(intervento di Ezio Prandini all'incontro sulla pedemontana a Lomazzo, dicembre 2009)

1 commento:

La Città Amica ha detto...

C'è anche il report qui:
http://www.vorrei.org/ambiente/1-ambiente/1733-pedemontana-la-croce-sul-bosco.html